• GruppoHito

COME MAI MOLTE PERSONE AFFERMANO DI SENTIRSI SOLE ANCHE TRA TANTA GENTE?

Aggiornato il: 2 lug 2020

Attraverso questo articolo vorrei riflettere sul tema della solitudine.

Ti è mai capitato di non riuscire a colmare quel senso di vuoto interiore, quella sensazione di essere solo anche se circondato da molti affetti?

Questo, spesso, è possibile a causa di un bisogno di relazioni autentiche che forse non sono presenti. Sentiamo la necessità di condivisione con qualcuno che sia fisicamente presente per noi e in cui riporre tutta la nostra fiducia, ma non riusciamo a trovarlo e anche se siamo in mezzo a tanta gente, finiamo per sentirci soli.

Anche una relazione stabile a volta non aiuta a sopportare questa sensazione di solitudine. Sentiamo che il nostro partner non ci soddisfa, non risponde alle nostre esigenze, non ci capisce.

Ma, è realmente così oppure è solamente una sensazione creata dalla paura della solitudine?

Sentirsi soli senza amore è diventata oggi una condizione esistenziale in aumento anche tra i giovani, ma soprattutto negli over40.

Il senso di vuoto interiore può nascondere da un lato un’incapacità di entrare in comunicazione con i propri sentimenti ed emozioni e dall’altro una mancanza d’amore, venuta meno nell’infanzia, che ha generato un vuoto emotivo e un forte senso di solitudine.

Spesso, dei traumi vissuti nell’infanzia portano la persona a inibire le emozioni. Ne consegue la ricerca rapporti dove l’attivazione emotiva risulta forte. Quindi, innamoramenti o situazioni in cui il partner non è raggiungibile mai completamente, generando forti sentimenti di gelosia per la paura di sperimentare la noia o la sensazione di vuoto interiore.

Spesso, la paura di sentirsi soli e tristi deriva da una profonda mancanza di autostima e dalla convinzione di non potersi bastare da soli.

Ecco, dunque, il punto fondamentale della mia riflessione: quando una relazione non funziona, per incomprensioni, gelosie o liti continue, diventa difficile staccarsi, proprio per evitare di sentirsi vuoti dentro. Molto spesso le separazioni tra partner risultano conflittuali, perché uno di loro viene assalito dalla paura di rimanere solo, come se l’altro è necessario al fine di colmare quel vuoto spaventoso. Quando si perde la fiducia verso se stessi, si mette in discussione anche la fiducia del rapporto, si perde la visione di se stessi come esseri indipendenti. Ci si attacca all’altro in modo morboso, avviene una profonda trasformazione: la dipendenza affettiva.

La convinzione che senza l’altro non si può vivere.

La paura di restare soli a fronte di una separazione è ciò che più paralizza e rende insicuri nell’affrontare il cambiamento di vita. Per molte persone infatti, l’idea di ritrovarsi da soli dopo anni di condivisione, seppur faticosa o forzata, è molto difficile da affrontare. Il processo di separazione infatti non è facile, soprattutto quando si tratta di una relazione di lunga durata. Arrivati al momento della decisione di lasciare il partner, ci si trova di fronte alle proprie paure e insicurezze, soprattutto se la relazione è durata molti anni, si può vedere il futuro come un grande punto interrogativo: la vita che si è condotta fino ad oggi e il rapporto con il partner, per quanto problematico, sono un terreno conosciuto, nel quale si è imparato a sopravvivere e a difendersi, anche a costo di una grande sofferenza emotiva.

Sicuramente è possibile familiarizzare e rendersi consapevoli dell’esistenza di questa vulnerabilità.

Esistono diversi step che portano a prendere dimestichezza con questa paura:

– Fare un salto nel passato: E’ importante indagare quali sono le circostanze infantili che possano aver portato alla nascita della paura dell’ abbandono. Ricordare l’origine del proprio vissuto abbandonico, perdite, lutti, separazioni reali o emotive, aiuta a capire in che modo spiegare le odierne paure.

– Osservate gli attuali sentimenti di abbandono: diventare consapevoli dei sentimenti di abbandono attuali è importante, perché porta a riconoscere in quali situazioni si attiva questa paura per poi imparare a gestirla.

– Costruire la percezione di “bastare a sé stessi”, ovvero la sicurezza di poter contare sulle proprie forze e risorse.

– Imparare a guardarsi dentro e a riempire il vuoto emotivo amando se stessi, coltivano i propri interessi e spazi personali può aiutare a sentir meno la mancanza di una persona e la solitudine interiore.

– Tirare fuori le emozioni angoscianti che si provano può rappresentare un buon modo per non sentirsi soli in coppia. In tal senso può essere utile condividerlo con chi ci sta vicino.

– Praticare la meditazione può essere utile per guardarsi dentro ed esaminare il vuoto interiore, rallentare i pensieri e stare sulle sensazioni che ci fanno star male, fino ad abituarci gradualmente e ad accettarle. E’ utile anche per collegare la mente al corpo e analizzare la sensazione nel particolare.

Una volta accettato il senso di solitudine e riempito il vuoto con i nostri interessi, impareremo a stare con qualcuno non più per bisogno o per paura di restare soli, ma per scelta.

Se soffri di questa paura sai bene quanto possa essere difficile da affrontare e superare.

Chiediti se la paura di rimanere da solo è invalidante, se limita la tua qualità di vita, le relazioni sociali, il tuo umore. Se le risposte a queste domande sono positive è utile chiedere un aiuto ad un professionista per comprendere le origini di questo timore e lavorare per prendersi cura di sé.


Dott.ssa Martina Bonaccini


33 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti