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I MESSAGGI IMPLICITI DIETRO IL CAPRICCIO: GUIDA ALLA LORO LETTURA


Cari genitori, immagino che vi sarete a lungo chiesti se sia corretto o meno dare ai vostri bambini una sculacciata quando notate che stanno facendo qualche capriccio di troppo. Bene, non voglio farvi discorsi retorici, né tanto meno nozionistici, ma vorrei provare a fare un ragionamento insieme a voi.

Qui non si tratta di cosa sia giusto o sbagliato, o di genitori buoni o cattivi, ma di inconsapevolezza dell’agito, talvolta scambiato per la cosa corretta da fare in quel momento, ma che può avere ripercussioni a breve e a lungo termine.

Partiamo da un assunto base: Il corpo è dei bambini, quindi non della mamma né del papà, e come tale non va violato. Il messaggio che potrebbe filtrare quando si alzano le mani, infatti, implicitamente, è quello che il corpo può essere percosso come un oggetto. Il corpo umano è la sede del vissuto della persona, è la superfice che separa il fuori dal dentro, è la dimensione dove trova sfogo il nostro malessere, ci protegge, ci custodisce, o come direbbe la filosofia buddhista esso è il nostro tempio, e come tale va rispettato, onorato da noi stessi, ma soprattutto da chi ci sta intorno.

Spesso il capriccio del bambino è solo un messaggio di qualcosa che non va nella gestione delle regole e della giornata. I nostri figli ci osservano e prendono spunto da quello che noi facciamo, soprattutto se consideriamo che il loro è un pensiero operatorio-concreto, quindi imparano dall’esperienza mentre lo fanno, inoltre osservano l’adulto in quello che fa.

Pensiamo all’esperimento di Bandura, in cui un gruppo di bambini, in età prescolare, viene posto davanti ad un adulto che percuote un bambolotto gonfiabile, mentre ad altri bambini viene fatto osservare un comportamento neutrale verso questo oggetto. Successivamente posti di fronte allo stesso bambolotto, quelli che avevano osservato l’adulto percuoterlo, tendevano a riproporre le stesse azioni. Questo per sottolineare che cosa? Che i bambini imitano gli atteggiamenti degli adulti. Quindi se vostro figlio vi sorprende con il telefono a tavola, per tutto il tempo, non potete pretendere che lui non faccia lo stesso! Pertanto quel capriccio, notate bene, è la diretta conseguenza di un nostro modo sbagliato di comportarci.

Altro esempio: quante volte vi è capitato di riprendere vostro figlio perché non riordina la stanza, dopo aver giocato?

In questo caso ponetevi due domande

  1. Quante volte avete ordinato la cameretta insieme? o avete chiesto a vostro figlio di farlo insieme o vi ha visto semplicemente farlo?

  2. La vostra camera è in ordine?

Già rispondendo a queste domande, avrete ben chiaro il punto della situazione. Ovvero che se voi siete i primi ad avere una condotta di esempio, i bambini saranno più portati ad eseguirla.

Altro concetto fondamentale: create una ROUTINE, la vita del bambino deve essere prevedibile. Se sa che dopo ogni pasto dovrà lavarsi i dentini, ed è uso comune farlo tutti i giorni, vedrete che non ci sarà nemmeno bisogno di dirglielo, ma sarà lui stesso a chiedervelo, infatti i bambini hanno bisogno di rispettare le regole (regole e non dogmi!). Questo perché? Perché rende la vita prevedibile, gestibile, e come tale sicura.

Per fare ciò, create un “Orologio delle attività”, dove per ogni momento della giornata, si sposteranno insieme le lancette su quello che si deve fare in quel momento.

Con il capriccio, inoltre, il bambino esprime implicitamente una serie di messaggi, ovvero quello di attenzione, e quindi vuole una prova tangibile dell’amore del genitore, e di autoaffermazione, in quel momento sta sperimentando quanto può spingersi nella relazione, è un piccolo segno della sua autonomia, dalla relazione genitoriale. Infine non dimentichiamoci che i bambini hanno i loro tempi, che non necessariamente coincidono con quelli degli adulti. Per noi, piccoli gesti quali il vestirsi, il lavarsi, possono essere semplici e scontati, ma solo perché li ripetiamo da molto più tempo, lasciamo i piccoli esplorare e sperimentarsi nei loro limiti, senza deriderli o canzonarli, se sbagliano o sono lenti.

Per concludere come comportarsi?

- Con pazienza, sembrerà banale ma con i figli non deve mai mancare;

- Con fermezza, poiché l’indecisione non rende incisivi e non comunica sicurezza;

- Con dolcezza, la reazione di attacco, crea solo la reazione opposta;

- Con COERENZA, e lo scrivo in grande poiché, sia ben chiaro, qualsiasi comportamento poco coerente crea confusione e genera insicurezza nei bambini, che reagiranno proprio con quei capricci che si cerca di evitare.

Se questo vi ha aiutato a riflettere, scrivete pure le vostre opinioni ed esperienze, saremo liete di ascoltarvi e darvi dei piccoli suggerimenti.

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Un saluto

Dott.ssa Laura Di Paoli

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