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IL BLOCCO EMOTIVO: UN MECCANISMO DI DIFESA

Vi è mai capitato di sentirvi improvvisamente paralizzati, a causa di una situazione scioccante?

Molto spesso, lavorando con le coppie, capita di trovarmi di fronte a blocchi emotivi causati da esperienze passate, che hanno turbato uno dei due partner. Frequentemente il blocco ha avuto origine, appunto, in una precedente relazione finita, ad esempio, a causa di un tradimento.

Il soggetti traditi sono avvolti da un turbinio di emozioni difficili da gestire che minano l’autostima e la fiducia verso gli altri, generalmente questi soggetti si ritroveranno, in futuro, perennemente in fuga da relazioni stabili per paura di dover soffrire di nuovo.

Il tradimento come molte altre situazioni è un evento che colpisce a livello emotivo, tanto che la mente mette in atto dei meccanismi di difesa che permettono di sopravvivere a quell’evento “traumatico”. Questo blocco emotivo attutisce il dolore ma inconsciamente lo nasconde e non lo cancella. Solo con il tempo, interiorizzando e accettando l’accaduto si potrà andare avanti.

Quando una situazione sentimentale finisce, spesso, si va avanti non accettando l’accaduto e la mente, di conseguenza, blocca quell’informazione.

Se da una parte, questo blocco aiuta ad adattarsi ad una nuova realtà, dall’altra non permette di vivere a pieno situazioni future, perché nasconde emozioni e sentimenti non elaborati.

Ovviamente non accade a tutti, le persone reagiscono a eventi stressanti in modo diverso, in base alle risorse psicologiche in loro possesso. Pertanto, un fatto che in alcuni può generare un blocco emotivo, in altri può venire assunto con maggiore naturalezza, dato che non genera lo stesso impatto.

Chi abitualmente pratica mindfulness, ad esempio, ha un modo di reagire e agire nella vita più adattivo e responsivo, riuscendo a riconoscere e a regolare le emozioni con più facilità.

Inoltre un blocco emotivo non si genera esclusivamente da eventi scatenanti negativi, ma anche a seguito di belle notizie. Notizie che risultano agli occhi di chi le vive impossibili.

Penso, ad esempio, ad una coppia che ha sempre parlato di voler un figlio, lo ha cercato e dopo un periodo di fallimenti finalmente è arrivato... ma la notizia sembra così bella quanto improvvisa e spiazzante tanto da spaventare o addirittura scioccare.

Il groviglio di emozioni non è facile da sciogliere e la persona non è sempre in grado di superarlo. Spesso le emozioni forti che ne derivano come la tristezza la rabbia la frustrazione e il dolore diventano ostacoli limitanti.

Tornando all’esempio del tradimento la persona tradita che presenta il blocco emotivo, per paura di essere ferita e abbandonata di nuovo non solo avrà difficoltà a costruire nuove relazioni sentimentali stabili ma, caratteristico di queste persone è la ricerca di rapporti frivoli e passeggeri privi di sentimento.

Perché accade questo?

Perché la persona rimane bloccata con il dolore del passato e la paura di affrontare il futuro. Si crea quindi una propria “confort zone” emotivamente inibita.

È bene pensare al blocco emotivo come ad un enorme fardello da portarsi dietro che impedisce alla persona di viversi a pieno un’esperienza nuova.

Lavorare con un esperto aiuta a diminuire questo peso a ritrovare la libertà personale, a lasciarsi andare a nuove esperienze vivendole con più serenità.

Quando, in terapia di coppia vengono fuori dei blocchi emotivi sostanziosi spesso si alternano incontri di coppia con incontri individuali proprio per lavorare sul blocco stesso.

Ricordiamo che il blocco psicologico è un vincolo creato inconsapevolmente da noi stessi, che ci impedisce di raggiungere gli obiettivi preposti.

Ció che consiglio attraverso queste righe è di chiedere aiuto per superare i propri blocchi. Non c’è niente di male nel farsi aiutare.

Un professionista ti sostiene nelle varie fasi del percorso

  1. Per prima cosa nel capire di che blocco si tratta: è legato ad un’esperienza precedente o ad una convinzione limitante su se stessi?

  2. Poi nel cercare nelle esperienze passate altri blocchi simili che sono stati superati con successo. Se si cerca se ne troveranno sicuramente e si potrà creare quel processo di generalizzazione che “se ci sei riuscito una volta, puoi farlo sempre”

Ricorda:

  1. Agire: solo l’azione può contrastare il pensiero bloccante. Magari inizia dalla parte più facile, quella che sei sicuro di poter affrontare.

  2. Procedere a piccoli passi;

  3. Infine non cercare il perfezionismo.

Dott.ssa Martina Bonaccini





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