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LA MATERNITA' TRA GIOIA E FRAGILITA' AI TEMPI DEL COVID-19

Una mamma è come un albero grande

che tutti i suoi frutti ti da:

per quanti gliene domandi

sempre uno ne troverà.

Ti da il frutto, il fiore, la foglia,

per te di tutto si spoglia,

anche i rami si taglierà.

Una mamma è come un albero grande

Una mamma è come una sorgente.

Più ne toglie acqua e più ne getta.

Nel suo fondo non vedi belletta:

sempre fresca, sempre lucente,

nell’ombra e nel sol è corrente.

Non sgorga che per dissetarti,

se arrivi ride, piange se parti.

Una mamma è come una sorgente.

Una mamma è come il mare.

Non c’è tesori che non nasconda,

continuamente con l’onda ti culla

e ti viene a baciare.

Con la ferita più profonda

non potrai farlo sanguinare,

subito ritorna ad azzurreggiare.

Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero:

tutto comprende tutto perdona,

tutto soffre, tutto dona,

non coglie fiore per la sua corona.

Puoi passare da lei come straniero,

puoi farle male in tutta la persona.

Ti dirà: “Buon cammino bel cavaliere!”

Una mamma è questo mistero.

Francesco Pastonchi

Essere madre significa cambiare la propria vita, il proprio tempo e il proprio modo di pensare per i propri figli. 

Il tipo di legame di attaccamento madre-bambino è, fin dalla nascita, di fondamentale importanza per lo sviluppo affettivo e cognitivo del bambino, nonché per la strutturazione della sua personalità. Si pensi che già nel periodo gestazionale le emozioni della mamma sono percepite dall’embrione.

La gravidanza e il post partum definiscono un periodo denso di emozioni tanto da scaturire nelle donne e più in generale nelle coppie, una certa dose di ansia, ancor più oggi, in piena emergenza da Coronavirus.

Il Covid-19 ha messo a nudo le nostre paure più profonde, perché è qualcosa di intangibile che ci circonda e abbiamo pochi strumenti per difenderci, pensiamo ad una futura mamma che ha bisogno più che mai di vicinanza, aiuto e sostegno e invece è costretta al distanziamento sociale.

La gravidanza si presenta dunque come un momento di notevole complessità psicologica e quindi anche di potenziale vulnerabilità.

Ciò che rende insopportabile tutto questo e fa sentire la donna ancora più debole e impotente è il bisogno assoluto e irrinunciabile di avere risposte certe su come andranno le cose.  La gestione delle emozioni diviene ancor più complessa se i punti di riferimento sono distanti, se ci si trova a combattere contro un nemico invisibile che non si conosce e se non si può contare del tutto sui Servizi Sanitari.

Generalmente, l’ansia di una donna in gravidanza è scaturita dal “non sapere”. Il non sapere cosa le aspetta quando suo figlio nascerà, come sarà suo figlio, se sarà una buona madre… Tuttavia, ora, non c’è solo l’ansia, ma subentrano anche lo scoraggiamento, la paura, la rabbia e il senso di colpa per non poter vivere a pieno la maternità a causa delle precauzioni imposte dall’emergenza.

Queste emozioni vengono alimentate anche dall’incapacità di prevedere tutto e l’impossibilità di avere certezze sugli esiti futuri. Essere supportate su questo aspetto ha l’importante funzione di ridurre la vulnerabilità della donna in dolce attesa e il rischio di sviluppare psicopatologie a breve e a lungo termine.

In generale, fin dal primo momento in cui la donna scopre di aspettare un bambino, si trova ad affrontare cambiamenti fisici e psicologici che possono destabilizzarla, non si ritrova più nell’immagine che aveva di sé prima della gravidanza e non sa ancora cosa diventerà nel corso dei nove mesi, se dopo il parto riuscirà a tornare quella di un tempo, se diventerà una donna nuova e in che misura. Si ritroverà a dover ristrutturare prima di tutto la sua identità.

Dopo il parto, invece, soprattutto per quanto riguarda la nascita del primo figlio, la donna va incontro ad un ruolo totalmente sconosciuto fino ad allora, di cui non conosce ancora tutte le peculiarità. Questo nuovo ruolo prevede cambiamenti soprattutto nella propria identità, nel confronto con la propria figura materna, nell’acquisizione di una nuova e personale funzione materna, nella perdita dello stato interessante e della fusione con il bambino. E’ un periodo molto complesso, non sempre facile da affrontare, essere madre significa dare tutto il cuore e tutte le forze ogni giorno per far andare avanti i propri figli e insegnare loro a vivere ma non si può rimanere bloccati all’idea che essere mamma equivale a sorridere sempre, anzi essere mamma è anche piangere, tanto. Perché le madri sono le persone più forti del mondo ma la maternità è un periodo che le rende estremamente fragili.

La depressione post partum è un disagio psicologico che ha inizio entro le prime quattro settimane successive al parto. Colpisce tra il 15% e il 25% circa delle donne, ma spesso si risolve in breve tempo, spontaneamente e senza lasciare traccia. In alcuni casi invece può evolvere in un disturbo molto grave i cui sintomi possono andare dall'umore deflesso fino ad un comportamento di rifiuto verso il proprio bambino. Talvolta i primi segnali che indicano una possibile forma di depressione post partum possono manifestarsi già in gravidanza.

I sintomi principali sono:

• umore basso o irritabile

• crisi di pianto

• sentimenti di inadeguatezza nei confronti del nuovo ruolo

• perdita dell'appetito

• insonnia

• sintomi ossessivi, come la paura di poter fare del male al bambino

• trascuratezza

• disinteresse nei confronti del bambino e delle attività quotidiane.

Se a questa vulnerabilità aggiungiamo quella indotta dalla diffusione del Covid19 capiamo l’importanza di affiancare al sostegno ginecologico/medico anche un sostegno psicologico. È fondamentale affrontare la sofferenza emotiva fin dalle prime fase della gravidanza e legittimarsi il bisogno di sentire alcune emozioni, riconoscerle e condividerle.

Con un supporto adeguato, gradualmente la neo mamma imparerà a conoscersi e a misurarsi in questo nuovo ruolo, acquisendo quella sicurezza che solo l'esperienza e il contatto con il proprio figlio potranno darle.


Il consiglio che mi sento di dare a tutte le neomamme è: non abbiate paura di rompere il silenzio, parlare del proprio disagio è il primo passo per ritrovare la serenità!


La prima vera strategia per gestire questo momento di forte preoccupazione, che ci tocca tutti indistintamente, tanto più in un periodo delicato come quello della maternità, è essere consapevoli di cosa stiamo vivendo, del perché lo stiamo vivendo e del come lo stiamo vivendo.

Da neo mamma con questo articolo colgo l’occasione per fare, oggi, i migliori auguri a tutte le mamme del mondo.

Dott.ssa Bonaccini Martina


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