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LA MEDITAZIONE METTA: AMOREVOLEZZA E COMPASSIONE


In un mondo pieno di odio e violenza, un atto gratuito di gentilezza è fondamentale per accrescere un circolo virtuoso di gesti e atti positivi.

Fare del bene non è solamente qualcosa che aiuta il mondo, ma anche, se non soprattutto noi stessi. La stessa scienza lo dimostra. Nel momento in cui aiutiamo gli altri si liberano dentro di noi una miscela di neurotrasmettitori e ormoni che ci fanno stare bene! Serotonina, Ossitocina, Oppioidi, sono solo alcuni ormoni che ci aiutano a stare bene.

La Meditazione Metta, implica proprio l'allenarsi alla gentilezza e alla compassione, direzionando verso sé stessi o ad altre persone un augurio di salute e felicità. Tale meditazione implica il concentrarsi nel profondo su un senso di benessere. Inizialmente si invita il soggetto a concentrarsi in un aspetto della propria vita che gli ha donato un senso di gioia, felicità, pace interiore. Una volta concentrato su questa esperienza, ci si sofferma per qualche tempo, fino ad avere quasi un'immagine mentale. Si ripete dentro di sé, un augurio "Che io possa vivere serenamente e in salute", dopo aver sperimentato, fino in fondo questo augurio, lo si direziona, verso una persona cara.

Progressivamente che si perfeziona questa pratica, la si può direzionare verso persone a noi neutre (un collega di lavoro), o persone, verso cui coltiviamo dell'astio, che ci hanno fatto del male. Questo permette di coltivare il perdono, che non sempre è facile da raggiungere, ma tal volta ci aiuta a superare tutti quei nodi della nostra vita che non ci aiutano a stare bene. Rimuginare sul passato, non aiuta, perdonare permette di andare avanti. La grandezza di questa meditazione sta anche in questo, aiutarci a lasciare andare.

La meditazione Metta, termina con un augurio di pace e salute a tutto il mondo.


Allenarci alla gentilezza, a provare sensazioni di amore verso il mondo, sviluppa empatia, quindi ci aiuta a metterci nei panni dell’altro. La maggior parte degli scontri nascono per il troppo egoismo, ci ostiniamo a vedere il mondo solo dalla nostra prospettiva. Il miglior modo per andare d’accordo è quello di usare l’assertività, che poi è un altro modo di essere gentili con gli altri, è quello che Gordon chiama “il metodo senza perdenti, ovvero nel parlare, nel discutere, non c’è un IO e un TU, ma un NOI. Due entità contraddistinte con una visione dei fatti e del mondo diversa, ma non per questa sbagliata. Proviamo ad accettare il punto di vista dell’altro come un modo diverso di vedere la stessa cosa.

Per farvi capire meglio il concetto vi racconto una storia:




Siamo in India, e in un vecchio villaggio sperduto isolato dal mondo, ci sono tre vecchi saggi, ma cechi, sin dalla nascita. Non hanno mai avuto modo di esplorare il mondo con la vista e quindi si basano solo sui loro, restanti, sensi. Un giorno decidono di andare nella giungla e lì si imbattono in un elefante.

Il primo saggio, toccando la proboscide, ritenne che quell'animale strano, dovesse essere simile ad un serpente, in quanto era lungo e stretto.

Il secondo saggio, toccando le orecchie disse che era come un uccello, perché aveva ampie ali che sbattevano.

E il terzo, toccando il suo fianco, ritenne che fosse come un ippopotamo, perché aveva la pelle ruvida e dura, ed era grandissimo.

A chi date torto? E a chi ragione? Entrambi hanno una visione diversa di uno stesso animale, ma come si può dire che è sbagliata?

Se ognuno di loro avesse collaborato e unito la loro prospettiva delle cose, in maniera gentile, e senza escludere i diversi punti di vista, sarebbero arrivati ad avere un quadro più completo dell’animale, arrivando magari a capire che si trattava di un elefante.

Ecco, la gentilezza vuol dire anche imparare a collaborare, accentando con compassione e benevolenza ogni punto di vista.

E se il nostro gesto di gentilezza non venisse apprezzato?

Questo può essere un motivo per osservarci e osservare l’altro, per capire come riuscire ad entrare in relazione in modo migliore.

È vero che non tutti sono pronti. Ma voi pazientate, provate a osservare quello che un rifiuto genera in voi, e quello che un atto di gentilezza genera nell'altro.

Per fare questa meditazione dovete tener presento di due cose:


-ASSENZA DI CONDIZIONI: Dare amore non dipende dal merito o da requisiti che uno ha.

-ASSENZA DI ASPETTATIVE: Non ci si deve aspettare niente in cambio, si dà per il puro piacere di dare, non per avere qualcosa in cambio.



Avrete quindi, intuito in cosa consiste la meditazione Metta, è un rivolgere verso se stessi e ad altri un augurio, per una vita serena, un augurio che deve venire dal cuore, sincero, rivolgendosi a persone amate, ma anche a gente che ci è indifferente o persino ostile. Ci aiuta a relazionarci al mondo con più ottimismo, a sviluppare compassione verso gli altri, sviluppando empatia nei loro confronti. Aiuta a creare un mondo migliore.


Vi saluto e vi abbraccio virtualmente!


Che la meditazione sia con voi!


Dott.ssa Laura Di Paoli

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