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LO PSICOLOGO SCOLASTICO: UNA RISORSA FONDAMENTALE

Ciao a tutti, scusate la lunga pausa, ma è stato un periodo di grandi cambiamenti e di definizione dei propri obiettivi di vita e professionali. Sono stata a lungo combattuta sull' argomento da trattare, visto che in questo periodo di forte crisi sociale e mondiale, legata anche alla pandemia, di spunti ce n’erano d’avvero molti. Alla fine sono entrata a patti con la mia mente, e mi sono detta “Laura è il caso di stringere, organizzare le idee, e pensare a cosa fare nel concreto!”. Così mi sono avvicinata al mondo della scuola.



Ho molte amiche che insegnano, e più di una volta mi hanno fatto presente la loro difficoltà nel cimentarsi con questo mondo, soprattutto ora con la chiusura delle scuole e quindi la DAD (didattica a distanza), e con l’enorme mole di regole e attenzioni che bisogna seguire in aula, con gli alunni e tra i colleghi.

Tutto questo si somma alle solite sfide, che ogni insegnante deve affrontare nella normale routine scolastica.

Recentemente il Consiglio Nazionale dell' Ordine degli Psicologi ha approvato il “Protocollo d’intesa" con il Ministero dell’Istruzione per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche”. In questo accordo si prevede un Protocollo per attivare il sostegno psicologico.

Il documento che ne è derivato, è il punto di equilibrio raggiunto tra le richieste del CNOP (garantire una puntuale ed adeguata presenza di Psicologi in tutte le scuole) e le disponibilità del Ministero.

In sintesi il Protocollo avvia una presenza della professione su tutto il territorio nazionale.

Ed era ora aggiungo!

Il punto però è un altro: Lo psicologo deve essere una presenza fissa, e non momentanea, nelle scuole.

E mi meraviglia il fatto, che solo dopo un periodo di crisi, quale quello che stiamo affrontando, si sia deciso di fare questo grande passo.

In realtà la scuola ne ha sempre avuto di bisogno, perché lo psicologo, oltre a sostenere e supportare nei momenti di crisi, può fare tante cose in più.

Generalmente, si ha una visione dello psicologo scolastico di dispensatore di test o di diagnosi o come colui che entra in gioco nelle “situazioni difficili”, ma è riduttivo. Infatti, lo psicologo, potremo definirlo come un professionista al servizio della salute, e come tale, si occupa di tutti quegli aspetti psicologici, comportamentali, emotivi, emozionali e di divulgazione, utili per avere una vita più soddisfacente.

Il suo ruolo nelle scuole, potrebbe essere quello di divulgatore di nozioni specifiche, che solo un esperto e professionista può sapere, su tematiche quali la sessualità, l’adolescenza, lo sviluppo psico-emotivo dei bambini e ragazzi.


Le stesse maestre e insegnanti, potrebbero chiedere informazioni e consigli su come relazionarsi in determinate situazioni, come rendere un argomento interessante e motivante, o come approcciarsi in situazioni delicate.

D’altro canto i ragazzi, potrebbero aprirsi con un esperto su tematiche a loro care, non necessariamente problematiche, come per esempio l’orientamento scolastico e professionale. Infatti, il professionista, potrebbe aiutare l’adolescente a rispondere alla domanda “Cosa farò da grande?”, questo non vuol dire assecondare gli adulti, perché lo psicologo è super partes, e come dice il nostro codice deontologico, agisce solo per il bene del soggetto che a lui si rivolge.

Inoltre, lo psicologo scolastico, può organizzare progetti, per sensibilizzare i giovani su diverse tematiche che possono includere la partecipazione degli allievi stessi, tramite la peer- education, educandoli alla partecipazione alla vita sociale, nello stesso tempo responsabilizzandosi. Si, perché non c’è cosa più gratificante per un ragazzo che sentirsi utile, in grado di fare qualcosa di grande e speciale. Qui naturalmente sta all’adulto rendere la cosa “speciale” magari, comunicandoglielo con entusiasmo e non come farebbe il dott.re Cox, guardando J.D

(riferimento al telefilm Scrubs), ovvero guardandoli come se fossero tutti senza speranza.

Lo psicologo potrebbe formare, le stesse insegnati su tematiche inerenti la psicopedagogia, le emozioni, l’apprendimento, le mnemotecniche, quindi la metacognizione, il comportamento verbale e non… lo psicologo può curare i rapporti tra i colleghi, tra gli alunni di una classe, tra il preside e gli insegnati, facendo presente dinamiche che entrano o possono entrare in gioco nella scuola, o in qualsiasi ambiente di lavoro, e quindi aiutando le parti a comunicare in maniera più efficace.

Potrebbe essere un enorme risparmio di tempo e denaro, perché la risorsa è interna alla scuola, e non c’è bisogno di cercare altri esperti al di fuori, almeno che non sia lo psicologo stesso o i genitori a richiederlo. Onestamente non capisco perché si sia aspettato così tanto prima di dare diritto a questa figura di entrare nelle scuole. In molti altri paesi, c’è il counselor scolastico, e come si può notare in molti film e telefilm, è vista come una figura di spicco e importanza all’interno della scuola. Perché per noi deve essere diversamente?

Spero che non si tratti solo di una questione di denaro, perché credo che la salute non ha prezzo, come spero che non si tratti di semplice ignoranza, perché chi non si documenta sull’importanza di questa professione, allora si mette nella posizione di ignorare, non considerandolo una risorsa molto importante per la scuola, (e non solo) a scapito della mole di evidenze che sottolineano proprio il contrario.

E voi che ne pensate?


con affetto la Dott.ssa Laura

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