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MEGLIO UN CONFLITTO OGGI CHE UN MURO DOMANI: ESERCITARSI ALL'ASSERTIVITÀ

Aggiornato il: 1 apr 2020

Se si pensa al termine “conflitto” la prima cosa che viene in mente è una situazione che porta inesorabilmente a stati di rottura, aggressività, addirittura violenza, quindi si associa ad un significato negativo. E se vi dicessi che in realtà il conflitto è sintomo di relazioni che funziono? Sembra strano vero? Se dovessimo dare una definizione di questo termine, potremo dire che “è una situazione in cui due o più persone, assumono posizioni diverse rispetto ad un problema comune. È presente in ogni relazione, ed è più frequente nelle relazioni primarie, (quelle in cui il legame affettivo è più forte)”. Quindi come potete notare, nella definizione non si accenna al fatto di una condizione di guerra. Infatti, il conflitto, garantisce un confronto, che aiuta a sviluppare relazioni positive, rafforza i rapporti. Da ciò potrebbe derivare soddisfazione e benessere, anche in ambito professionale. Quindi rappresenta un’occasione di scambio, di arricchimento. Ma purtroppo, molte volte, nelle famiglie si evita il conflitto, per paura di arrivare ad un’escalation negativa, non gestita, non risolvibile, che potrebbe portare irrigidimento e minare, distruggere la relazione. Questo è un rischio che può sorgere quando non si comunica in modo adeguato. Infatti, il conflitto può essere il frutto di ambiguità, quando si interpreta in modo diverso una stessa situazione, questo succede perché ognuno vede la realtà, secondo il proprio schema mentale. Ma questo è normale, perché ognuno ha la propria visione della realtà. Il conflitto nasce dalla necessità di soddisfare uno stesso bisogno, e le parti non riescono a comunicarlo all' altro, andando direttamente ad agire, portando ad un fraintendimento. Oltre a ciò, c’è il rischio che entri in gioco il piano emotivo, soprattutto nelle relazioni primarie, in cui il conflitto viene personalizzato, e da un conflitto a livello razionale, si passa ad un livello profondo, andando a mettere in discussione le caratteristiche personali, incrementando l’aggressività tra le parti. Per esempio:

A “Tu sei così disordinato perché, tua madre non ti ha insegnato l’educazione! Basta, me ne vado!”

B “tu fai troppe lavatrici, perché sei malata di pulizia! fatti curare!”.

Cosa si può notare da questi esempi?

1. Manca un’occasione di confronto, si passa subito ad accusare l’altro

2. Non si cerca di trovare un compromesso, non ci si mette in discussione

3. Si passa subito all'azione: “Basta! Me ne vado!”




4. Si usa il “tu”, che è accusatorio, crea aggressività. Meglio messaggi IO, in prima persona.

5. Si passa al piano personale “Tua madre non ti ha insegnato l’educazione”, “tu sei malata!”

Quindi che fare? Possiamo utilizzare il metodo di Gordon. Tale Psicologo Americano, ha elaborato il “metodo senza perdenti”. E qui vi invito a provarlo a casa, esercitando la vostra Assertività. Anche definito metodo “Io-vinco, Tu vinci”, evitando, quindi, d’ imporre il proprio autoritarismo “io vinco, tu perdi” o cedere al permissivismo “io perdo -tu vinci”. Tale metodo si basa su strategie di problem solving e si possono distinguere in vari step.


1.definire il problema in termini di bisogni. “cosa ho bisogno in questo momento?” Es, tornando ai casi precedenti il caso A potrebbe dire “il disordine mi crea disagio, ho bisogno di un tuo aiuto per ordinare casa” o nel caso B “Preferirei che lavassi meno spesso i miei indumenti”


2. fare un brainstorming, definire tutte le soluzioni possibili, astenendosi da giudizi e valutazioni. Caso A “si apparecchia e sparecchia insieme, ci si dividono le mansioni dentro casa” Caso B “prima di lavarmi i vestiti chiedimi il permesso, o si valuta insieme se è il caso di lavarli”


3. Si valutano le diverse soluzioni, quali sono da scartare? Per quale motivo?


4. Si scelgono le soluzioni migliori per entrambi le parti, ciò deve avvenire senza un’imposizione Caso A “a entrambi ci piace avere una casa pulita” Caso B “lavando troppo spesso gli indumenti si consuma più detersivo”


5. Programmazione della soluzione. Chi fa cosa e quando?

Caso A “si dividono le mansioni dentro casa, basandosi su cosa piace di più fare”

Caso B “gli indumenti si lavano solo se c’è veramente necessità, perché sporchi”


6.Verifica dei risultati: Ci soddisfano queste soluzioni? Ci si sente meglio?


Provate ad esercitarvi a casa, magari stando attenti anche al vostro modo di porvi, ricordiamoci che anche come vengono dette, e il nostro atteggiamento, mentre lo diciamo, possono fare la differenza, tra un sano confronto, o meno. In questo modo imparerete ad usare l’assertività come strategia per usare il litigio come un modo per confrontarsi in modo sano.

Per maggiori informazioni, su come comunicare nella coppia, vi invito a leggere l’articolo della mia collega! " https://www.gruppohito.com/post/la-mancanza-di-comunicazione-nella-coppia

Cosa ne pensate?


Dott.ssa Laura Di Paoli


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