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PSICOSOMATICA E DISFUNZIONI SESSUALI

Nel precedente articolo ho affrontato il tema della psicosomatica ed ora nel presente articolo e nei successivi, per approfondire tale argomento, vorrei dedicarmi ad alcuni disturbi ad esso collegati.

Ho spiegato precedentemente che, chi soffre di un disturbo psicosomatico presenta sintomi fisici nella forma di disturbi organici o infiammazioni, pur derivando in realtà da cause psichiche.

Situazioni esistenziali irrisolte, traumi, difficoltà di relazione, vissuti familiari spiacevoli, sono alla base di molti disagi e sofferenze, tanto più nel momento in cui riguardano aspetti intimi e significativi della persona, come sono quelli affettivi e sessuali.

La sessualità, anche se è universale ed è la cosa più naturale del mondo è un argomento molto delicato da affrontare. Essa riguarda nello specifico la relazione e il contatto. Sebbene ci siano moltissimi modi di vivere la sessualità, puntando la lente sul più classico di questi troviamo l’incontro di due corpi, due anime che contemporaneamente e reciprocamente si donano l’un l’altro.

Ecco, in questo meccanismo, seppur spontaneo, entrano in gioco molte emozioni, sensazioni, pensieri: la fiducia, l’autostima e il rapporto con il proprio corpo, il contatto e la vergogna, i pregiudizi, il sentirsi all’altezza e la capacità di lasciarsi andare il darsi il permesso di dare e ricevere ció di cui si ha bisogno in quel momento nel rispetto di se stessi e dell’altro.

Quindi, un incontro sessuale, per andare a buon fine, per essere gratificante, deve racchiudere tutti questi aspetti.

Spesso i disturbi sessuali derivano da dinamiche interne che agiscono negativamente sulla riuscita positiva dell’atto.

Molti sono i fattori che possono interferire, mi vengono in mente ad esempio: la paura di rifiuto o non accettazione da parte dell’altro, la non accettazione di se stessi, i divieti inconsci, i sensi di colpa che impediscono di lasciarsi andare al piacere, l’ansia da prestazione, lo stress... e molti altri!

In tutti questi casi la persona esprime attraverso il corpo un disagio psicologico che nega o che fatica a riconoscere e ad elaborare. Il sintomo fisico costituisce quindi un invito ad occuparsi di sé e della propria interiorità, in quanto manifestazione di una sofferenza psicologica.

I sintomi fisici più comuni in questo caso sono:

L’anorgasmia (L'incapacità di raggiungere l'orgasmo può essere causata da inibizione sessuale, senso di colpa, ansia o passati abusi e traumi sessuali.)

La dispaurenia (è il dolore genitale che accompagna il rapporto sessuale. Sia i maschi che le femmine possono essere affetti da questo disturbo ma è più comune nelle donne. Il Vaginismo è uno spasmo involontario e doloroso dei muscoli che circondano l'ingresso vaginale. Può derivare da una precedente esperienza traumatica, da una fobia sessuale o dal timore di una penetrazione dolorosa.)

Il calo del desiderio, (si tratta di mancanza di interesse sessuale. In questa situazione la persona di solito non si attiva sessualmente o può rispondere molto lentamente alle iniziative sessuali del proprio partner. Può essere un disturbo presente in un periodo della vita, legato a stress, o presente costantemente in una persona.)

La disfunzione erettili (Per essere classificato come disturbo deve essere un problema persistente e ricorrente. I disturbi erettili possono accompagnare ed esprimere una paura di fallimento. Spesso il problema erettile è intermittente e a volte dipende dal tipo di partner o dalla qualità del rapporto.)

L’eiaculazione precoce (Quando la minima stimolazione provoca l'orgasmo e l'eiaculazione. Se ciò si verifica in modo ricorrente e permanente si può parlare di "eiaculazione precoce". Si può sperimentare tuttavia anche in momenti circoscritti e in situazioni particolari della vita).

In primo luogo occorre accertare che i sintomi non siano causati da una malattia medica o da fattori organici. In molti casi, infatti, i sintomi di somatizzazione possono sovrapporsi a sintomi causati da malattie mediche, rendendo più complesso il quadro clinico.

In secondo luogo, è importante valutare se i sintomi di somatizzazione siano accompagnati da un disturbo d’ansia o dell’umore e valutare, insieme allo psichiatra, la possibilità di intraprendere una cura farmacologica mirata.

In terzo luogo, è importante identificare grazie allo psicologo le situazioni di vita, le paure e le fantasie che la persona sta cercando di gestire senza esserne consapevole, al punto da aver assegnato al proprio corpo la funzione di contenere e comunicare aspetti rifiutati della propria identità.

Vorrei a questo punto fare un piccolo passo indietro e collocare questi disturbi sessuali all’interno del ciclo di risposta sessuale in modo da rintracciare lì dei possibili blocchi e le conseguenti disfunzioni.

Per ciclo di risposta sessuale si intendono le diverse fasi in cui procede un atto sessuale, dal desiderio fino alla sua soddisfazione.

In totale sono 4 fasi e perché il ciclo si concluda in modo gratificante devono susseguirsi una dopo l’altra.

La prima fase è quella del Desiderio, che può avere origine psicologica, ossia essere determinata dal pensiero desiderante di avere un contatto col partner, attraverso stimolazioni che sono caratterizzate appunto da contatti fisici come baci e carezze.

Ad essa segue la fase del Plateu, detta anche dell’Eccitazione, nella quale si verifica il momento massimo dell’eccitazione sessuale psicofisica, gli organi genitali si “modificano” con l’erezione del pene nell’uomo e la dilatazione e lubrificazione della vagina nella donna e si avvertono piacevoli sensazioni corporee e mentali.

La terza fase, quella dell’Orgasmo, costituisce il picco massimo di piacere e di godimento psicofisico e si manifesta con l’eiaculazione nell’uomo e con contrazioni ritmiche della vagina nella donna, insieme a una serie di piacevoli sensazioni fisiche e mentali.

Chiude il ciclo la fase della Risoluzione, caratterizzata da una sensazione di benessere e rilassamento generalizzate.

Quando è la prima fase, quella del desiderio, ad essere disturbata o interrotta possono comparire sia nell’uomo che nella donna, l’avversione sessuale o la mancanza di desiderio.


I disturbi che possono nascere in relazione alla seconda fase, ossia quella dell’eccitazione, sono nell’uomo il disturbo dell’erezione e nella donna il disturbo dell’eccitazione.

Nella terza fase, quella dell’orgasmo, per la donna troviamo il disturbo dell’anorgasmia o frigidità mentre nell’uomo il disturbo più frequente è quello dell’eiaculazione precoce.

La sessualità è espressione della persona nel suo funzionamento globale.

La sessualità fa parte di ogni persona ed è l'espressione della persona stessa, più di quanto si possa immaginare. Le ansie, i blocchi, le inibizioni a livello psicologico non possono non riflettersi sulla sessualità, che coinvolge la persona nella sua totalità psico-corporea.

Quando si affrontano e si risolvono inibizioni, ansie, tensioni, problemi di relazione, migliora anche la vita sessuale.

Dott.ssa Martina Bonaccini





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