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RELAZIONI MASCHERATE

In un precedente articolo ho trattato il tema delle maschere, che ogni giorno siamo costretti ad indossare per essere ciò che la società ci impone o semplicemente ciò che vorremmo essere.

Data la mia esperienza, sorge spontanea la riflessione su quale ruolo ognuno di noi ricopre nelle relazioni in particolare nelle relazioni di coppia.


Chi sono io per l’altro? Chi lui/lei vuole che io sia? Chi vorrei essere io?

Quante menzogne ci raccontiamo per essere ciò che l’altro ci richiede di essere o per paura di far vedere il nostro vero Sè all’altro?


La società di oggi subisce una grave crisi dell’affettività, ovvero i soggetti con un disordine affettivo sembrano avere spesso paura dell’altro, paura di legarsi a lungo all’altro, paura di mostrarsi, di esprimere i desideri più profondi del proprio Sè.

L’affettività postmoderna sembra preferire la passione, il sesso, l’erotismo ossia legami che non richiedono autenticità, confronto e sacrificio.

Tutto ciò comporta, pian piano, la scomparsa dell’amore.

Ci troviamo sempre più a vivere relazioni mascherate confondendo amicizia, amore e desiderio sessuale.

Al contrario vivere una relazione senza maschera, permette di comunicare ciò che proviamo a qualcuno che ci ama e che amiamo.

Oggi abbiamo paura del confronto e indossando una maschera ci affidiamo sempre di più a rapporti superficiali dove non riconoscendo noi stessi finiamo per farci del male e fare del male all’altro.


Chi c’è dietro una maschera?


Può esserci una persona maniaca del controllo, ossia una persona che ha sviluppato un atteggiamento che gli permette di assicurarsi che l’altro mantenga le promesse, spesso si tratta di un soggetto che ha sofferto il dolore di un tradimento o abbandono e vuole evitare che ciò avvenga di nuovo. Si nasconde dietro ad una maschera per proteggere la sua insicurezza, la maschera gli permette di avere il controllo su qualunque cosa. Può esserci anche una persona rigida che cerca sempre giustizia e perfezione e di conseguenza tende a tenere anch’essa tutto sotto controllo, per evitare che le ingiustizie bussino ancora alla sua porta.

Può esserci una persona dipendente che soffre a causa di un abbandono passato. Spesso questi soggetti si legano in modo ossessivo a qualcuno o si staccano dagli altri per evitare di sentirsi nuovamente abbandonati. Questi soggetti tendono a non prendere seriamente una relazione, nascondono la loro paura dietro una maschera perché non hanno fiducia nell’altro. Quindi, può esserci una persona che non sa come comportarsi in determinate situazioni che ha paura del rifiuto e perciò si isola indossando la maschera di chi sempre scappa e rifiuta il contatto con l’altro. La maschera lo protegge da ciò che non può controllare evitando che le faccia del male.

Può esserci il cosiddetto masochista colui che ha sofferto il male di qualcuno, non ha potuto difendersi o controllarlo, cosi indossando una maschera di protezione è lui stesso a decidere che gli altri gli facciano del male.

Può esserci colui che nasconde desideri profondi di carattere sessuale, colui che ha paura della nudità interiore e di esprimerla.


Possono esserci un’infinità di maschere, dobbiamo solo capire quale personaggio interpretiamo.


Trattando più nello specifico le relazioni di coppia spesso mi viene chiesto:

”Si può vivere una relazione amorosa critica anche se c’è sintonia e coinvolgimento?”

Si certamente, dipende dal proprio vissuto!

Se la propria esperienza è: coinvolgimento = abbandono e continua sensazione di non sentirsi amabile, allora di conseguenza ci si proteggerà. E’ importante vedere cosa si cela dietro un pericolo per la coppia che può scaturire una crisi, sicuramente si contrappone qualcosa di diverso dal pericolo in sé, ma che lo rappresenta e innesca una reazione comune.

Per capire con un esempio pratico, riporterò una scena fittizia ma frequente nelle coppie…

Lei e Lui stanno passeggiando, lui casualmente incontra la sua ex e la saluta. Lei si infuria facendogli una scenata di gelosia.

Lei viene da me e ricolma di rabbia afferma: "il mio fidanzato ha salutato la ex, non mi vuole più, vuole tornare con lei…"

Riflettiamo su cosa ha innescato questa rabbia.

Può, davvero, un banale saluto innescare questa bomba? qual’è il pericolo che Lei vede? quali meccanismi di difesa si attivano?

Rabbia e paura conducono una persona a reagire, anche difronte ad un banale stimolo in modo significativo. Sono emozioni difensive, che vestono la persona di una maschera la quale spesso nasconde insicurezza e paura di abbandono. E' necessario, perciò, andare in profondità e osservare cosa in verità "Lei" vede dietro quel saluto.


Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato come il benessere psicofisico sia condizionato dal tipo di relazioni che abbiamo, la maschera rappresenta un’interfaccia che usiamo per relazionarci con il mondo. E’ facile identificare le persone che portano delle maschere perché prima o poi affiora la loro personalità nascosta.

La cosa migliore è superare ciò che ha scatenato in lui la paura.

Il primo passo per agire è la disponibilità al confronto.

Le domande che dobbiamo porci sono: siamo disponibili al confronto con altre parti di noi e con gli altri? siamo disponibili ad allargare la visione? siamo disponibili a valutare altre possibilità?


Dott.ssa Bonaccini Martina


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