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SESSO E DROGA... IL COSIDDETTO CHEMSEX

I rapporti interpersonali sono il fulcro sociale della vita in generale, ma principalmente dei giovani. Stare svegli molte ore, divertirsi, socializzare, bere, ascoltare musica, ballare, assumere droghe e magari conoscere qualcuno con cui fare sesso sono realtà molto diffuse tra i ragazzi di oggi. Ciò che può incorporare tutte queste cose è il cosiddetto Chemsex, definito anche sesso chimico il quale permette alle persone di fare sesso per ore senza dormire e mangiare; potremmo definirlo “maratona del sesso”.

Da sempre, l’uomo è alla ricerca di sostanze “afrodisiache” in grado di migliorare le prestazioni e rendere più intense e piacevoli le prestazioni sessuali. Negli ultimi decenni, la disponibilità di droghe d’abuso “vecchie” e “nuove” ha fornito un nuovo scenario al sesso.

Quindi possiamo dire che il viagra non è più il solo stimolante di sesso usato.

Anche se ancora è molto diffuso nella popolazione adulta, nei giovani si sta diffondendo la moda di mischiare la droga al sesso.

Gli stimolanti maggiormente utilizzati sono il mefedrone e le anfetamine cristallizzate che provocano euforia ed eccitamento sessuale, accanto al GHB che elimina i freni inibitori fornendo anche un leggero effetto anestetico.

Fra gli omosessuali è dilagata la moda del chemsex tanto che le sostanze vengono assunte per cancellare le inibizioni, aumentare il piacere, allontanare i pensieri negativi e creare un desiderio di rapporto immediato con gli altri. Non si sceglie propriamente un partner ma si ha la voglia immediata di fare sesso con gli altri, senza preoccuparsi di usare precauzioni o di conoscere la persona con chi si ha a che fare.

Questa forma di eccitazione provoca un forte senso di dipendenza dalla droga e dal sesso; i soggetti diventano dei continui ricercatori del piacere ma sono convinti di non poterlo trovare senza il supporto delle droghe, ritrovandosi poi ad assumerle e quindi ad attuare dei comportamenti sessuali fuori dagli schemi. La doppia dipendenza, dunque, comporterà danni ingenti a livello neurologico colpendo anzitutto proprio la via del desiderio perché vengono danneggiate le cellule nervose, sviluppando sempre più dipendenza fisica e psicologica dalle droghe; Pertanto, il fenomeno del chemsex e quindi la doppia dipendenza dal sesso e dalla droga riportano risultati pesanti e preoccupanti a livello sessuale, neurologico e immunitario, a cui i consumatori di sesso chimico non sembrano badare. Inoltre viene messo in crisi il rapporto con se stessi, con gli altri e nello stesso tempo si facilita la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili.

Quando si parla di chemsex non si fa riferimento ad un'orgia ma a più partner, uno dietro l’altro. Le situazioni possono essere più o meno spinte a livello di fetish, ma la costante è la ricerca di droghe e di gente. Tutto gira intorno all'attesa: l'attesa di trovare qualcuno su Grindr, l'attesa che mandi le foto, l'attesa che porti qualcosa.

Seppure l’idea dello sballo e di oltrepassare sempre il limite tra legalità e illegalità è diffusa tra i giovani l’uso di droghe per ottenere prestazioni sessuali più durature o più virili potrebbe dipendere da una scarsa autostima, dalla difficoltà a relazionarsi sia nella sessualità che nel rapporto a due. Si tenta costantemente di provare emozioni sempre più forti, alle quali in qualche modo ci spinge il mondo virtuale, che non è quello della relazione autentica a due.

Viviamo nella società dell’apparire in cui dobbiamo sempre essere all'altezza di qualcosa soprattutto delle aspettative altrui, dobbiamo mostrarci agli altri sempre al meglio. Tutto ciò non solo può portare a crisi d’identità ma a crisi delle relazioni e della coppia. Oggi i giovani rapportandosi con il mondo virtuale non hanno più relazioni autentiche ma sono spinti a provare emozioni forti spesso a discapito della loro autostima. Come detto è una pratica diffusa nella comunità omosessuale e spesso l’obiettivo è ottenere maggior fiducia durante i rapporti sessuali e alleviare i sentimenti negativi che si provano nei confronti del proprio orientamento sessuale. Partecipare a sessioni di Chemsex rappresenta per queste persone una sorta di “comfort zone”, in cui nessuno dei partecipanti giudicherà i desideri altrui, in cui si potrà spostare sempre più in là l’asticella del concesso e vincere la noia, investiti da un senso di appartenenza molto alto, dove l’illusione di invincibilità e grandiosità troveranno lo spazio che nella vita di tutti i giorni non esiste.

In misura preventiva probabilmente l’unica via è l’educazione all'affettività, al prendersi cura di sé e della relazione con l’altro. Forse il problema è l’isolamento. Alcune persone si lanciano in esperienze estreme pur di sentirsi vive, sensazione che non riescono ad ottenere nella vita di tutti i giorni. Credo che la colpa non sia della tecnologia, del sesso che dilaga in molti contesti, della superficialità ma credo che il punto sia nell'uso che si fa di qualsiasi cosa, e questo di solito assume dimensioni spropositate quando c’è mancanza di altro.

Dott.ssa Bonaccini Martina




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