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UN MONDO DI MASCHERE

Aggiornato il: 8 mar 2020

La società moderna, molto spesso, costringe le persone a “nascondersi”.

Spesso questo accade per proteggersi avendo paura di esporsi e fallire.

Siamo costantemente sotto giudizio, dobbiamo essere ciò che la società ci impone.

Mi capita di costatare nel mio lavoro, osservando i ragazzi e le loro famiglie come vi è la tendenza ad imporre delle etichette e ad assegnare nella maniera più disparata delle maschere, semplicemente per dare un’ordine e per orientarsi nel marasma di cose e di impegni che la comunità ci richiede. C’è banalmente il ragazzo buono, quello cattivo, il ribelle… il genio.

Questo avviene fin dalla nascita, e qual’è la conseguenza di tutto ciò?

Si finisce per ingigantire quello che si potrebbe definire “falso Sè”, i ragazzi ancora in un età in cui la loro personalità e il loro Sé sono in divenire, crescono con l’idea di essere quell’aggettivo, quella qualità, cercando oltretutto di rispecchiare perfettamente ciò che gli altri si aspettano da loro. In questo modo però i ragazzi non avranno mai modo di dare voce al loro vero Sé, crescendo con questa falsa illusione di essere il più buono, il più cattivo, il più intelligente…

Per la realizzazione della persona sono significativi non solo il ruolo che gli viene assegnato ma anche la disponibilità che un soggetto ha ad accettare le caratteristiche che la società gli addossa.

Da piccoli si tende ad aderire ad un ruolo, perché in quel modo si sente di essere conformi alle attese dei genitori. Poi da grandi si continua ad indossare quelle maschere, se ne aggiungono altre e spesso si finisce per creare delle discordanze tra l’Io reale e l’Io ideale cioè tra ciò che si è e ciò che è imposto di essere o chi si vorrebbe essere.

Spesso finiamo per nasconderci dietro una maschera per paura di esporre il nostro vero Sè, di essere giudicati, derisi, isolati.

Non di rado, però, pur di garantirsi “a tutti i costi” la protezione dell’altro, o per sentirsi più “adatti”, alcune persone sono disposte a mentire agli altri e a se stessi, con il rischio di rimanere fissati nell’inautenticità della propria maschera …. insomma in una falsa modalità dell’esserci.

Le maschere, favoriscono quei falsi Sé, che crediamo rispecchiarci, ma che in realtà ci portano a vivere un’esperienza di vita falsata, mai pienamente conforme a quello che è il nostro reale Sé, portandoci insoddisfazione, frustrazione…patologia.

Oggi, dunque, Indossare una maschera è una necessità.

Necessità, però, che può essere costruttiva per la psiche quando permette di far venire alla luce qualcosa di noi, ci protegge e quando ci permette di ascoltare la nostra molteplicità, ma anche distruttiva in quanto nasconde le paure e le debolezze, rischiando di trasformarle in mostri.

Ognuno paga a proprie spese l’aver nutrito la propria maschera piuttosto che il vero volto, ovvero il proprio Sè.


Come si impara a far uscire il vero se stesso?

Prova a rispondere a questa domanda ad osservare dentro te stesso… indossi delle maschere? che valore dai loro? ti creano disagio? chi sei? chi vorresti essere?


È importantissimo capire bene quali sono le “maschere” che abbiamo dovuto indossare in modo da utilizzarle al meglio per sviluppare le qualità e capacità intrinseche che possono poi guidarci alla costruzione della reale identità del nostro Io.


Dott.ssa Bonaccini Martina


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